Piccole storie necessarie

Storie minime, giorni veri.

Scrivo per fermare quello che passa.
Le storie che scorrono senza essere notate. Quelle che tengono insieme i giorni.

Tra libri, ricordi e vita quotidiana.

L’uomo dei prati

Questo è Thomas – il cognome non l’ho mai saputo – che ogni anno subiva con impassibilità i miei attacchi fotografici perché, che dire, era proprio una bella faccia. Una faccia di montagna, un incrocio fra il nonno di Heidi ed uno gnomo del regno di Fanes, nella sua solidità, fatta di pazienza e consapevolezza di vivere in un luogo meraviglioso come San Vigilio/San Martin – Dolomites.

Thomas non c’è più da un paio d’anni, se ne è andato con il silenzio che ha caratterizzato tutta la sua vita di pastore sugli alpeggi del Marebbe, dove produceva un formaggio molto particolare, lo Zigher, aromatico e a pasta molle, tipico delle Dolomiti. Il suo era talmente buono e saporito che in paese veniva chiamato Tigher, perché quella T iniziale doveva far sapere a tutti che usciva dalle esperte mani di Thomas.

Oltre a fare il pastore a Malga Sennes, Thomas amava prendersi cura dei cavalli. E lo faceva aiutando Andrea con gli heavy horses che trainano la slitta fin dentro quei boschi con scenari di cristallo così irreali, che sembra quasi di entrare a Narnia senza passare dall’armadio.

Ho avuto lunghe conversazioni con Thomas, fra i tavoli del Bar Restaurant Chi Cianeis, durante le pause dello sci.

In realtà io parlavo, gli chiedevo cose e lui diceva giusto una parola ogni mezz’ora. Però era attento a quello che gli raccontavo, le mie impressioni sulle sue montagne, sullo stato dei boschi, sulla bellezza del silenzio: Thomas mi guardava con quegli occhi penetranti, annuiva o scuoteva la testa. Sono dell’idea che fossimo comunque d’accordo su molte cose.

A sudëi, Thomas, sei nella neve bianca, nel cielo azzurro, nei verde dei tuoi prati.

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